Pietra Serena, design e tendenze, ne parliamo con Roberto Semprini
Intervista di Valentina Valente

Al Fuori Salone quest’anno hai presentato alcune creazioni in pietra serena in collaborazione con IL CASONE. Come è stata la tua esperienza progettuale con questo materiale, così tradizionale eppure così contemporaneo?
Non pensavo fosse un materiale cosi duttile! Quando si pensa alla pietra serena si associano prevalentemente forme bidimensionali, architetture impegnative, tradizionali...invece è possibile sviluppare un mondo tridimensionale di oggetti di matrice scultorea, plastico-mediterranea, simbolica.
Parliamo in particolare dei caminetti “Bernini”, puoi descrivere il processo creativo che ti ha portato alla loro definizione? Per quali ambienti li hai pensati?
I caminetti a bioetanolo “Bernini” sono l’esempio concreto del pensiero espresso in precedenza. E’stata una sfida di virtuosismo tridimensionale lanciata all’azienda che ha subito risposto ad alti livelli. E’ un omaggio al baldacchino di San Pietro in Vaticano, che è un monumentale impianto architettonico barocco. È la prima impresa del Bernini in cui si fondono scultura e architettura a tal punto da creare una allegorica immagine di un oggetto tanto tradizionale quanto moderno, leggero e raffinato quanto solido, come la pietra serena.
FOTO JILL LEONARDI
Siamo portati a pensare ai materiali litici applicati alle grandi superfici, all’arredo delle nostre città e all’architettura; più difficile pensare che possano dare vita ad oggetti o arredi di uso comune nelle nostre case. Pensi che la materia litica abbia ancora molte potenzialità inesplorate nel campo del design?
Certamente, sono sicuro che le nuove tecnologie, come è già successo per la ceramica, apriranno ampi orizzonti di applicazione, all’interno della casa come nell’outdoor.
